TOP 5 MENTAL HEALTH TRENDS AT WORK

CATEGORY / Education & Workforce TAGS / digital therapeutics, financial therapy, mental health, psychedelic therapies, work life balance Fractals LAB / Forma DATE / ottobre 10, 2021

Secondo questo report di  Headspace sulla salute mentale al lavoro, il feeling generale è quello che la salute mentale e il benessere della forza lavoro siano passati in secondo piano rispetto al 2020. La ricerca mostra che mentre per il 60% dei CEO il benessere aziendale sia ancora una delle priorità nella propria cultura aziendale, solo la metà dei dipendenti intervistati conferma questa attitudine per quanto concerne la propria professione.
Come evidenzia Headspace, ‘Mettere tutti noi stessi’ nella professione sta assumendo un nuovo significato. Il nostro “tutti noi stessi” significa portare dentro la professione anche lo stress, l’ansia e l’incertezza che accompagnano le nostre giornate nel contesto attuale.
Abbiamo già sottolineato come il trend del “sustainable work” stia facendosi strada nella cultura aziendale: in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale 2021, vi portiamo alla scoperta dei 5 trend che stanno riconfigurando il modo in cui aziende e persone approcciano alla salute mentale nella cosiddetta “Zettabyte era”.

1. Financial Therapy

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In this pic: Instagram @MrsDowJones/ Emma-app.com / HappyMoney.com

Il denaro rappresenta una delle principali preoccupazioni rispetto allo stress correlato al lavoro, particolarmente oggi. Diverse aziende stanno iniziando perciò a supportare la propria forza lavoro con dei servizi di coaching e counseling finanziario. Questo nuovo approccio permette di analizzare il proprio rapporto col denaro anche dal punto di vista emotivo per superare momenti di stress e incertezza che incidono negativamente con il modo stesso in cui ci approcciamo al lavoro. Il risultato è quello di un approccio olistico che si innesta gradualmente sulla figura del consulente finanziario: money coach e financial counselor (i cosiddetti finfluencers) popolano i social media, mentre nascono nuovi servizi finanziari, come quello di Happy Money, una società costruita intorno all’insight secondo cui circa un terzo dei Millennials, quando pensa alla propria situazione finanziaria, sperimenta disordini simili a quelli presenti nel disturbo post traumatico da stress.
Anche la stessa Paypal si sta trasformando in questo senso, passando  da utility per soli trasferimenti di denaro a una vera e propria app finanziaria: l’ultimo update ha incluso anche una partnership con Synchrony bank, Paypal savings, che offre ai clienti un modo per accedere a un tasso di interesse competitivo ad alto rendimento e può aiutare a incoraggiare lo sviluppo di sane abitudini di risparmio. 

2. DIGITAL THERAPEUTICS

In this pic: Google Analogue phone  Moodbeam

In this pic: Google Analogue phone/Moodbeam


Se la dipendenza da social non è ancora inclusa in nessun manuale di diagnostica sui disturbi mentali, siamo tutti consci dell’effetto dopamina a cui il mondo digitale ci ha abituato. Il Facebook down di qualche giorno fa ci ha probabilmente imposto il primo vero social media break, proprio quello che nel 2016 chiamavamo “digital detox”.
Il boom del “digital wellbeing” è arrivato nel 2018 ed ora è praticamente mainstream, tuttavia le funzioni di monitoraggio del tempo speso sulle piattaforme e la ricerca attiva della disconnessione sono ancora in larga parte sottovalutate. A questo si aggiunge lo stress provocato dalla crescente sensazione di non avere più privacy: mentre la cybersecurity resta una delle priorità delle aziende di qualsiasi dimensione, termini come digital diet e cyber hygiene saranno sempre più relazionati alla prevenzione del proprio equilibrio mentale.
I principali social media incoraggiano da tempo un uso migliore e più sano dei mezzi digitali, anche con corsi ed esperimenti dedicati (i nostri preferiti sono in questa collezione di Google), e l’AI ci farà compiere passi da gigante nel diagnosticare preventivamente gli stati mentali degli individui con la sola attività di social mining e senza la necessità di una verifica con una persona esperta. Per questo stesso motivo, soluzioni digitali come wearables, chatbot e applicazioni si rivelano strumenti preziosi per supportare la forza lavoro, dal momento che molte persone non sono ancora consapevoli delle proprie condizioni mentali e molte altre cercano di risolvere i propri “momenti no” senza cercare un professionista.
Per chi voglia approfondire l’argomento, Mc Kinsey sottolinea in questa interessante ricerca come le soluzioni digitali possano offrire un approccio terapeutico e fungere da supporto a cambiamenti comportamentali su larga scala in ambito lavorativo.

3. IN GAME THERAPY

In this pic: Takethis.org

In this pic: Takethis.org

 

Sempre più evidenze e studi riportano come i videogames, tipicamente usati a scopo di intrattenimento, aiuteranno ad alleviare ansia e depressione. I videogames tendono ad essere uno strumento più accessibile rispetto ai principali approcci alla salute mentale, e nel tempo potrebbero rappresentare un valido “rescue remedy” per le persone che fanno fatica ad affrontare la questione del proprio benessere mentale con un professionista. L’ambiente di lavoro è uno dei principali contesti in cui si sviluppano soluzioni gamificate, ma anche il semplice giocare a un videogame sembra sortire effetti più che positvi sulla salute delle persone.  Uno studio della Brigham Young University ha recentemente dimostrato come team appena formati al lavoro siano diventati del 20% più produttivi dopo aver giocato insieme ai videogames per 45 minuti, mentre in un recente elaborato di Microsoft l’84% degli intervistati ha affermato che giocare ai videogame ha impattato positivamente sulla propria salute mentale nell’ultimo anno. All’interno della stessa comunità dei gamers stanno nascendo interessanti direzioni che mirano a de-stigmatizzare il tema in modo da aiutare sempre più utenti a “uscire dal guscio” e parlare apertamente dei propri problemi, condividendo esperienze e creando una rete di supporto grazie ad iniziative dedicate, come la non-profit  Take This, e spesso senza la necessità di uscire dal gioco, come nel caso della in-game therapy condotta su Twitch dal Dr. Alok Kanojia, fondatore di Healthy Gamer.

4. LEARNING HAPPINESS

In this pic: Happyoffice.nl/Yale/LoveAlert app

In this pic: Happyoffice.nl/Yale/LoveAlert app

Le scienze occidentali stanno recentemente confermando la credenza orientale secondo la quale la felicità sarebbe una competenza che è possibile apprendere e sviluppare. Emozioni come la gentilezza, la felicità e la compassione possono in effetti essere potenziate con un buon allenamento, grazie alla neuro-plasticità del cervello. Mentre la ricerca di good news è diventata un’esigenza vera e propria in questo particolare momento storico, allenarsi a riconoscere e praticare la felicità sta diventando parte della cultura aziendale, con un ruolo preposto a tale scopo, come nel caso del Chief Happiness Officer, oppure con programmi dedicati come quelli offerti da Happy Office, le cui fondatrici hanno anche dato vita al concetto di “Settimana della felicità al lavoro”, quest’anno celebrata a fine settembre. I corsi per imparare la felicità sono un trend a sé, di cui potete trovare un approfondimento nel nostro trend alert.
Ci sono poi applicazioni e chatbots interamente costruiti sul concetto di felicità, come  Love Alert, che una volta installata invierà all’utente frasi motivazionali e messaggi di speranza ogni giorno con l’obiettivo di incrementare la  dose quotidiana di positività e gli effetti benefici associati a questo stato mentale. 

5. MICRODOSING

Mental Health At work Trends 2021

In this pic: Microdosify/FieldTrip/Sun&Psilo

La pratica del microdosing prevede il consumo regolare di sostanze come la psilocibina o l’acido lisergico in piccole quantità. L’uso di sostanze psichedeliche in ambito lavorativo non è una novità: sembra ieri quando Rolling Stone riportava che il microdosing sarebbe stato “the hot new business trip”, citando illustri businessman come  Steve Jobs tra i sostenitori della pratica. Pur essendo una vera e propria buzzword, stimiamo che il vero boom del microdosing avverrà nei prossimi 3-5 anni, dal momento che molte barriere legali che possono ostacolare la pratica stanno venendo smantellate e ridiscusse (l’MDMA riceverà l’approvazione della Federal Drug Administration nel 2023 mentre la psilocibina nel 2025).
Secondo VICE, gli ultimi dati in America mostrano i più alti tassi di utilizzo di sostanze allucinogene come non si vedeva dal 1982, mentre in UK non si vedevano numeri simili dalla metà dei 2000. Uno speciale report della  Global Drug Survey (GDS) ha riscontrato che il numero di persone che utilizza regolarmente LSD, funghi allucinogeni, DMT e ketamina è raddoppiato negli ultimi 5 anni. Sviluppatori, data engineers e informatici delle principali aziende della Silicon Valley si confermano gli early-adopters per eccellenza rispetto a questa pratica, ma diversi prodotti e specialmente servizi si stanno sviluppando con l’intento di permettere a questa pratica di curare sindromi e disturbi là dove le normali terapie falliscono. E’ il caso di  ​​Field Trip, che offre ai suoi ospiti terapie psichedeliche per curare depressione, disturbi d’ansia e simili.

Al di là delle tendenze, occuparsi della propria salute mentale è di fondamentale importanza per il contesto in cui viviamo.
CEO e persone a capo delle risorse umane possono (e devono) contare su una grande varietà di risorse attualmente disponibili per identificare quali possano essere introdotte nella propria cultura aziendale per favorire la salute mentale di tutti i dipendenti.
Dall’altro lato, è possibile per chiunque approcciare al proprio benessere mentale in moltissimi modi e agire in modo efficace per preservare il proprio equilibrio vita-lavoro, spesso precario.

Interessato ad approfondire il tema del work-life balance? Contattaci per un report approfondito che ti permetterà di trovare i giusti spunti da adottare nel rispetto della tua cultura aziendale e del tuo specifico contesto. 


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