Trend Alert: Augmented Interviews

CATEGORY / education TAGS / hiring, job, tech, trend alert Fractals LAB / Forma DATE / marzo 14, 2019

Trend definition:

L’uso dell’Intelligenza Artificiale nei colloqui di lavoro.

Trend History:

Ci sono buone possibilità che il vostro prossimo colloquio di lavoro sia con un…robot.

Nel momento in cui le aziende cercano modi più efficaci per accorciare i tempi di assunzione ed allontanare ogni tipo di pregiudizio dalla ricerca dei migliori talenti, cresce l’utilizzo  dell’Intelligenza Artificiale nel recruiting.

Per far fronte alla domanda, emergono tool sempre più smart che riescono a ridurre ad appena un paio di giorni processi che precedentemente si protraevano per svariate settimane.

Nel 2017, un report di Deloitte  aveva già mostrato come il 33% degli intervistati impiegasse un qualche tipo di Intelligenza Artificiale per rendere più efficace il recruiting; Da allora, il trend ha continuato a diffondersi soprattutto negli Stati Uniti. 

I candidati sembrano apprezzarlo tanto quanto i datori di lavoro. Secondo uno studio dell’azienda di recruitment Randstad, il 91% degli aspiranti lavoratori negli Stati Uniti ritiene che la tecnologia, AI inclusa, possa migliorare il processo di assunzione. Si sentono inoltre, in generale, più rispettati e coinvolti nel momento in cui ricevono aggionamenti automatizzati sullo stato della loro candidatura.

Trend Evidences:

Utilizzato da aziende del calibro di Unilever o Hilton International, tra tante altre, HireVue è un tool predittivo di Intelligenza Artificiale in grado di analizzare i candidati a un posto di lavoro sulla base di 25.000 parametri, tra cui le parole, la voce e le espressioni facciali.

Questi dati vengono raccolti durante una video-intervista in cui gli aspiranti lavoratori sono chiamati a rispondere ad alcune domande; Vengono quindi usati per determinare se una persona sia o meno empatica e socievole, oltre che adatta alla posizione proposta.

Come riporta Fast Company, la CTO di HireVue ha dichiarato che uno dei principali obiettivi della piattaforma è quello di ridurre i pregiudizi basandosi su una quantità di dati comportamentali decisamente maggiore di quella che qualsiasi recruiter potrebbe raccogliere. A quanto pare ci sta riuscendo: Unilever ha migliorato la diversità del suo team del 16% da quando usa il tool.

Per Hilton International, l’intervista con HireVue è, ad ogni modo, solo l’ultima fase di un processo interamente automatizzato: prima, un sistema di tracking seleziona i migliori curriculum cercando le parole chiave che combaciano con la descrizione della posizione offerta. Poi, un chatbot chiede ai candidati di rispondere ad una serie di domande solo con “sì” o “no” per assicurarsi che compiano i requisiti richiesti (una domanda potrebbe essere, per esempio, “hai accesso ad Internet per lavorare da casa?”). I candidati che rispondono di sì a tutte le domande, passano quindi al colloquio con HireVue.


Ma non è certamente l’unico tool utilizzato per “aumentare” i colloqui di lavoro. Per esempio Mya ( diminutivo di “my assistant”) è un bot che contatta i candidati via chat, rivolgendo loro domande di base quali il giorno in cui sarebbero disposti a cominciare o lo stipendio minimo richiesto. A loro volta, i candidati possono chiedere informazioni a Mya: se il bot non dovesse essere in grado di rispondere, inoltrerà la domanda ad un recruiter in carne ed ossa. Del resto, è probabile che la differenza non si noti nemmeno: il 73% dei candidati che hanno interagito con Mya hanno ammesso di essere stati convinti di parlare con un essere umano.

La cosa migliore è che il 100% dei candidati riceve una risposta, e può conoscere rapidamente lo stato della sua candidatura.

Talvista (che precedentemente si chiamava Talent Sonar), è una startup con base in California che aspira a eliminare termini discriminanti dalle offerte di lavoro per attrarre un maggior numero di donne ed appartenenti a minoranze. Per riuscirci si basa su migliaia di sondaggi che permettono di identificare le associazioni più frequenti tra parole ed immagini e consigliare delle alternative. Laura Mather, co-fondatrice dell’azienda, ha spiegato: “Sin dalla nascita il nostro cervello forma delle connessioni tra ogni singola parola e le varie immagini associate a quella parola.” E ha continuato: “Per esempio, il termine ‘competitivo’ è generalmente associato all’immagine di uno sportivo, in genere uomo, e molto spesso bianco. Questo significa che quando un candidato non bianco e di sesso non maschile vede quella parola nella descrizione di un’offerta di lavoro, tende a non candidarsi perchè non si rivede nell’immagine che la parola gli evoca”. L’obiettivo di Talvista è evitare che questo succeda.

La piattaforma di recruiting Triplebyte, che lavora con grandi nomi dell’industria tecnologica come Evernote, Dropbox, Adobe ed altri, usa programmi di Intelligenza Artificiale per avviare colloqui iniziali con ingegneri di software, che vengono associati ai posti di lavoro più adatti alle loro capacità. Questo dovrebbe servire ad attrarre una gamma di candidati più vasta e variegata di quella limitata dai criteri e dai pregiudizi inconsci dei recruiter umani.
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Avete individuato un’altra evidenza di questo trend? Fatecelo sapere! Potete scriverci ad info@fractals.it e avere una chance di entrare a far parte del nostro team di ricercatori!

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