Trend Alert: Emoji CVs

CATEGORY / education TAGS / curriculum, emoji, hiring, job, trend alert Fractals LAB / Forma DATE / settembre 6, 2019

Trend Definition:

L’uso crescente di emoji, bitmoji ed avatar nei curriculum digitali della generazione Z. 


Trend History:

Il documento lavorativo per eccellenza sta vivendo la sua più grande trasformazione.

Con la Generazione Z che fa il suo ingresso nel mondo del lavoro, le aziende ricevono sempre più curriculum arricchiti da elementi grafici quali emoji, bitmoji e palette Instagram-friendly. 


Certo, non è una novità che i candidati ricerchino soluzioni creative per far distinguere il proprio curriculum dalla massa. Se, però, le generazioni precedenti si limitavano a giocare con i font e le linee, i più giovani cercano di attirare l’attenzione dei recruiter affidandosi soprattutto ai codici linguistici e visivi dei social media. 

Per qualcuno, anzi, sono i social media stessi a diventare il curriculum, come vi avevamo raccontato qui

Ma se il Cv via Instagram Stories di  Anaëlle Antigny le aveva procurato 5 colloqui ed un lavoro, non tutti i recruiter amano invece l’invasione di emoji a cui sono oggi soggette le candidature. Questi curriculum estremamente personalizzati, infatti, contrastano con gli sforzi crescenti delle aziende – soprattutto americane – per ridurre i pregiudizi inconsci al momento delle assunzioni. Per riuscirci, molte di loro utilizzano appositi tool che rimuovono foto e altri elementi decorativi dai curriculum, così da limitarli ai dati essenziali relativi ai titoli di studio e all’esperienza lavorativa.

Altre nascondono addirittura nomi ed indirizzi in quanto potrebbero dare indicazioni sul genere, la razza e la condizione socioeconomica. 

Neanche gli studi supportano il trend, che appare comunque inarrestabile. Nel 2017, una ricerca dal titolo “The Dark Side of a Smiley: Effects of Smiling Emoticons on Virtual First Impressions” (Il lato oscuro dello Smiley: gli effetti delle emoticon sorridenti sulle prime impressioni virtuali) concludeva che “nel rapporto faccia a faccia, gli individui sorridenti vengono percepiti come più aperti e competenti di quelli che non sorridono … [ma] al contrario dei sorrisi reali, le faccine sorridenti non aumentano la percezione di calore e riducono la percezione di competenza”. 

Ciò dimostrerebbe che usare le emoji in un contesto lavorativo va bene quando già si conoscono i colleghi, ma non quando ci si propone per un lavoro. 


Tuttavia, ci sono anche numerose aziende che apprezzano ed incentivano l’uso di abbellimenti grafici “social media inspired” nei curricula della nuova forza lavoro. Jeni’s Splendid Ice Creams LLC, una catena di dessert gourmet con sede a Columbus, Ohio, è rimasta piacevolmente colpita dal cv che ha ricevuto quest’anno per un posto di lavoro nel dipartimento finanziario: il documento includeva un avatar del candidato che sudava. “Voleva significare che si dá da fare più di chiunque altro: è una qualità che apprezziamo e premiamo”, ha affermato il CEO John Lowe. 

Anche Internet è diviso in merito al fenomeno, come dimostra il dibattito che si è acceso su Twitter  in seguito ad un articolo del Wall Street Journal. 

Che amino o meno vederle nei curriculum, è però un dato di fatto che i recruiter stiano utilizzando le emoji ancora più di chi cerca lavoro. Nel 2016, L’Oreal ha chiesto alle persone di candidarsi ai posti di lavoro utilizzando le emoji , e l’azienda TMP Worldwide ha sfidato i suoi dipendenti a descrivere le proprie professioni utilizzando esclusivamente una combinazione di faccine, solo per citare un paio di esempi. 

Trend evidences: 

Nella sezione “esperienza” del suo Cv, Stephanie Webster, una studentessa del Georgia Institute of Technology, ha usato le icone delle zampe di cane e di un nuotatore per illustrare i precedenti impieghi come dog sitter e insegnante di nuoto. 

Come riferito dal CEO Brynn Putnam, la startup di fitness Mirror, con sede a New York, ha recentemente ricevuto un curriculum per un lavoro di ingegneria in cui una serie di foto del candidato in differenti situazioni apparivano in fondo al foglio, ricreando quella che è stata definita una grafica “simile ad un profilo di Tinder”. Gli addetti delle risorse umane sostengono anche che i curriculum vengono spesso creati in palette “Instagram friendly” come il verde menta o il rosa pastello. 

Ad una scuola superiore nei pressi di Indianapolis, la scorsa primavera un candidato ha inviato un curriculum digitale in cui appariva il suo bitmoji che salutava e la parola “ciao” in alto, ha rivelato  Erica Posthuma, professoressa di chimica nello stesso istituto.

Emma Hepp ha addirittura creato un fumetto intero usando solo  bitmoji  nel suo cv incredibilmente creativo. 

I designer, in particolare, amano sperimentare con curricula colorati e originali, sia che li mandino effettivamente alle aziende oppure no. Questo, interamente ri-scritto con le emoji, ne è un chiaro esempio. 

Se volete abbracciare il trend, sappiate che potete creare un mosaico di emoji partendo dal vostro curriculum (o da una vostra foto) semplicemente utilizzando questo sito.

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Cosa ne pensate? Usereste le emoji nel curriculum? Mandateci la vostra opinione a info@fractals.it e, se avete individuato altre evidenze del trend, non esitate a farcelo sapere! 

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