TREND DIGEST: SUSTAINABLE WORK

CATEGORY / Education & Workforce TAGS / sustainability, trend alert, trend digest, work Fractals LAB / Forma DATE / maggio 28, 2021

TREND DEFINITION:

Si moltiplicano le iniziative, sia pubbliche che private, volte a promuovere condizioni lavorative più sostenibili, favorendo in particolar modo la conciliazione tra la vita privata e quella professionale. 


TREND HISTORY:

Sebbene il denaro rimanga l’unità di misura della crescita e della produzione nella maggior parte delle economie tradizionali, alcuni sostengono che il PIL (prodotto interno lordo) non sia più una misura di performance adeguata. Esperti ed istituzioni stanno iniziando a proporre alternative, come Rutger Hoekstra, che nel suo libro  “Replacing GDP By 2030”, dettaglia un piano d’azione per un’economia basata sui principi di benessere e sostenibilità.

Da questo movimento sono nate due correnti, con un approccio diverso al lavoro e al salario. I “Degrowther” credono che la soluzione stia in una riduzione dei compensi proporzionale alla diminuzione delle ore di lavoro,  mentre i “green growther” propongono di mantenere gli stipendi uguali, riducendo l’orario lavorativo.

Nel 2017 si stabilì nel Regno Unito la  Wellbeing Economy Alliance (WEAll), creata da un gruppo di individui e brand con il proposito di “cambiare il sistema economico per crearne uno basato sul wellbeing”. Un anno dopo, la Scozia, l’Islanda e la Nuova Zelanda hanno dato vita all’iniziativa WeGo ( Wellbeing Economy Governments) a dimostrazione che Nazioni diverse possono cooperare nel nome del benessere sociale ed ecologico.

Come parte di questo dibattito, la richiesta di condizioni lavorative più flessibili e di un miglior equilibrio tra la vita personale e professionale non arriva più solo dai dipendenti, ma dagli stessi Governi, e ovviamente dall’Unione Europea.

Fu proprio con l’obiettivo di favorire un miglior equilibrio tra lavoro e vita privata, che la Francia introdusse, nel 2017, l’obbligo per i datori di lavoro di permettere ai dipendenti di disconnettere dai canali professionali. La legge, che si applica alle aziende con oltre 50 assunti, dà diritto agli impiegati di ignorare le email ricevute al di fuori dell’orario lavorativo.

Con il Working Hours Act, la Finlandia permette ai dipendenti di personalizzare il proprio orario di lavoro in base alle preferenze ed esigenze personali: possono scegliere di iniziare la giornata lavorativa fino a tre 3 ore prima o dopo l’orario convenzionale (facendo partire da quel momento le 8 ore canoniche). Nel Regno Unito, chi lavora in una stessa azienda per più di 26 settimane di fila può richiedere orari flessibili.

Facendo seguito ad alcuni esperimenti privati, il governo spagnolo ha approvato la sperimentazione di un progetto pilota per ridurre la settimana lavorativa a 4 giorni, senza che lo stipendio dei dipendenti venga toccato. Dalla Nuova Zelanda alla Germania, l’idea di implementare una settimana di 32 ore sta riscuotendo sempre più consensi a livello mondiale. Dati alla mano, chi la promuove afferma che si tratti di una misura efficace per migliorare la produttività (in Giappone, Microsoft la testò constatando un aumento della produttività pari al 40%), oltre che per migliorare la salute mentale dei lavoratori e lottare contro il cambio climatico: tutti aspetti che assumono un’importanza ancora maggiore in tempi di pandemia, quando la sensibilità in merito al burnout, al benessere, e all’equilibrio tra vita privata e professionale è aumentata esponenzialmente.

Normative disegnate per incentivare una miglior qualità del lavoro e della vita stanno emergendo anche negli Stati Uniti, dove la Fair Workweek Legislations aspira a creare condizioni lavorative più umane.

Gli Stati membri dell’Unione Europea dovranno adottare le disposizioni dell’EU Directive on Work-Life Balance for Parents and Carers entro la metà del 2022 (per l’Italia si parla di Agosto 2022). Il direttivo intende appianare le differenze nelle responsabilità assistenziali tra gli uomini e le donne e contiene un ampio numero di considerazioni per favorire l’uguaglianza in ambito aziendale. Nel frattempo, il trend degli uffici “child friendly”  è ancora in crescita.

Un nuovo studio di Linkedin mostra che il 53% dei Millennials e il 49% della Generazione Z considera oggi l’equilibrio tra vita privata e professionale più importante dello stipendio, mentre la flessibilità d’orario diventa cruciale per ritenere talenti nell’epoca post-covid.

In questo scenario, le aziende che si dimostrano in grado di adattarsi alla domanda dei dipendenti e di migliorare il loro benessere in azienda saranno le più competitive in un mercato in fase di trasformazione. 

TREND EVIDENCES

Il Flexible Talent Network (FTN) è una metodologia creata dal network di servizi professionali PricewaterhouseCoopers (PwC). Aspirando ad instaurare la cultura del lavoro flessibile, l’azienda ha dato vita ad una rete di talenti interessati a collaborare con il brand al di fuori dagli schemi rigidi dell’orario lavorativo convenzionale. Chi ne fa parte può modificare l’orario in base alle proprie necessità, per esempio lavorando meno ore, facendo la settimana corta o recuperando in altri momenti le ore in cui si assenta per ragioni personali. 

Nella lista delle migliori aziende in cui lavorare elaborata da Glassdoor, nel 2020 il primo posto era spettato ad HubSpot in virtù del pacchetto di benefit che offre ai dipendenti, e con cui li aiuta a conciliare la vita personale con la professionale. Tra questi spiccano l’assenza di limiti per le vacanze e un permesso di maternità e paternità pagato di 16 settimane. Inoltre, i dipendenti che lavorano per l’azienda da 5 anni  vengono omaggiati con 4 settimane sabbatiche e l’equivalente di un bonus da 5.000 dollari.
L’azienda di abbigliamento outdoor Patagonia è a sua volta un ottimo esempio di leadership sensibile in merito all’importanza di conciliare il lavoro con la vita privata, ed offre vari benefit in questo senso, come la possibilità di portare i bambini sul posto di lavoro, il permesso di paternità pagato, o lo yoga gratuito. 

Gli incentivi e il tempo per disconnettere assumono sempre più valore soprattutto per i Millennials, che stanno abbracciando il trend del mini-retirement come l’imprenditore Jeff Maddux, in alternativa al licenziamento o alle dimissioni. Maddux ha risparmiato per un periodo variabile da tre a sei mesi mentre lavorava, per poi di lasciare il lavoro e godersi una specie di “pensionamento a breve durata” prima di cominciarne un altro. Ad oggi, vanta 5 “mini pensionamenti”, tutti elencati sul suo profilo LinkedIn.

Aiutare i dipendenti ad essere migliori cittadini sembra essere uno dei maggiori propositi che guideranno le aziende del domani, in un contesto in cui le persone sono sempre più consapevoli in merito al cambio climatico e alla diversità e chiederanno di avere più tempo libero per dedicarsi attivamente alle cause che stanno loro a cuore. Numerose organizzazioni includono già il “tempo per il volontariato” tra gli incentivi offerti ai dipendenti. Facendo un passo ulteriore, software come  Your Cause incoraggiano le iniziative comunitarie connettendo i lavoratori alle cause di cui si preoccupano maggiormente, mentre soft skills come lagentilezza o la felicità diventano sempre più popolari sia in qualità di KPI per le aziende sia come punti di forza da insegnare e ricercare nella forza lavoro.

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Interessati a saperne di più su questo trend? Scriveteci ad info@fractals.it  per richiederci un report approfondito!

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